Poker Online, 7 miliardi di euro nel 2007

Il 2006 rimarrà nella storia come un anno di svolta per il poker online, nel bene e nel male. Gli ultimi dodici mesi hanno infatti segnato una crescita del 466% per il solo mercato del poker a distanza.

Le previsioni sono di un fatturato superiore ai 4 miliardi di euro per il 2007. Aziende di software come Playtech, che fornisce programmi per il poker alla maggior parte dei siti leader di mercato, hanno registrato nel 2006 incassi mozzafiato, vicine ai 5 milioni di dollari. Eppure, proprio all’apice del boom, lo scorso ottobre l’Unlawful Internet Gambling Enforcement Act (la legge americana UIGEA, che ha reso illegale il gambling online) ha gettato la propria scure su molti dei siti più amati di gambling e poker virtuali. I dirigenti di varie società sono stati arrestati e molte aziende costrette a chiudere al pubblico.

Partygaming, una delle leader di mercato, ha denunciato grosse perdite di profitti nel 2006 dovute proprio alla chiusura del segmento americano e del suo sito Partypoker. Bwin, che oltre ad essere un bookmaker di fama internazionale gestisce anche un sito di poker online da cui ricava oltre il 30% dei profitti, ha denunciato perdite milionarie nel 2006 dovute proprio all’uscita dal mercato americano. Nel frattempo però, sui siti di altre aziende come Sportingbet, che gestisce Paradise Poker e Empire Online, si continuano a giocare 14 partite al secondo e si guadagnano 230mila euro al giorno. Il futuro del poker online è incerto.

E anche la politica si divide. Diversi senatori e deputati hanno abbracciato la battaglia della Poker Players Alliance, per ripristinare la piena legalità per un gioco che molti, da più parti, tendono a considerare più sportivo che di fortuna. E proprio sulla distinzione, sottile, fra sorte e abilità, si gioca il futuro del poker anche nel nostro paese. *agicos

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